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I'm a Part-Time lover and a Full-Time friend

GIMME A SIGN OF LIFE!!

Alessandra Spadaccia

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I am the passenger and I ride. I ride through the city's backsides. I see the stars come out of the sky the bright and hollow sky. You know, it looks so beautiful tonight. So let's ride and ride and ride.
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E' Arte toccare chi Ami e sentire il calore della pelle,
è Arte due corpi uniti che fremono.
E' Arte un fiammifero acceso che brucia,
è Arte il suo odore di zolfo.
E' Arte a volte anche un amore non corrisposto,
è Arte però due bocche che si incontrano e sanno,
che dall'altra parte,
c'è una lingua che parla d'amore con loro.
E' Arte un cerotto sul gomito,
sintomo di una vita non immobile.
E' arte il ragazzo che balla da solo nella sua stanza,
ma non davanti ai suoi amici.
E' Arte la non vergogna.
E' Arte una colonna di un tema piena di emozione.
E' Arte chi butta la sigaretta e non la riaccenderà.
E' Arte la speranza e l'amicizia, e la confusione,
e il credere nel domani ma senza sapere che succede oggi.
E' Arte guardare gli occhi che brillano di due innamorati.
E' Arte leggere di un'anima che si apre.
E' Arte la gioia, e la passione e il caos.
E' Arte sublimata il colore di un'alba e un tramonto,
e lo stesso colore addosso alla pella nuda
di un sogno.


Siamo Arte.


Alessandra
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September 05

C'era anche a chi piacevano così a questo mondo.

Il guaio del Socialdemocratico era che non voleva mai deludere nessuno. Quel poveraccio si sforzava di dimostrarti che gli piaceva tutto e andava d'accordo con tutti, ma senza lasciar capire cos'è che faceva per far contenti gli altri e cosa perchè lo desiderava lui veramente.

da "Jack Frusciante è uscito da gruppo" di Enrico Brizzi
September 04

E hai pianto per un film.

[Play the video]

Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai

Uh uh uh uh uh uh uh…

Occhi bassi, pelle di neve
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
Dice che ha le gambe corte
Non ha preso da sua madre
Suo padre chi lo vede, suo padre
Quando finirà la scuola poche cose da imparare
Alcune le hai già viste, alcune da provare:
Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
Io nuovo gioco, fuoco, ciao, rock’n roll
La parola chiave la decidi tu

Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
Io nuovo fuoco, gioco, ciao, rock’n roll
La parola chiave la decidi tu

Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai





mai.

February 26

C'è un grande silenzio, sulla Zattera.




La prima cosa è il mio nome, la seconda è lo sguardo di quelli che ci hanno abbandonato, la terza è un pensiero: sto per morire, non morirò. La quarta è la notte che viene, la quinta i corpi straziati, la sesta è
fame, la settima è orrore, l'orrore, l'ottava i fantasmi della follia, la nona è carne aberrante e la decima un uomo che mi guarda e non mi uccide.
L'ultima è una vela.
Bianca. All'orizzonte.

Oceano Mare
Alessandro Baricco




February 01

Ternura y melancolìa





Ternura vuol dire tenerezza in spagnolo. Io l'ho imparato oggi grazie al dizionario online.
Quindi magari è anche sbagliato.
Añoranza invece vuol dire rimpianto.




Recuerdo è ovviamente ricordo, qui non ci si può sbagliare.
Freddo invece è Frío
e Caldo si dice Caliente.

ma la parola con il suono più bello è Melancolía.




October 15

3 anni o un giorno? :)

Ciao, sono io, Alessandra.
Avete seguito, e io mi sono impegnata a scrivere l'altro blog, per 3 anni,
(compiuti giusto il primo ottobre)

che ritengo sia una bella quantità di tempo.
Ieri però, mi sono finalmente decisa a cambiare contatto msn
e, con questo cambiamento ho decretato la fine del mio vecchio space.
Ho portato qui le cose che ho scritto nel tempo a cui sono più affezionata o che ritengo più importanti,
visto che in fondo questo è anche il mio blog.
Ricominciando sappiate che molto di quello che c'era prima non tornerà qui, e che,
spero, questo sarà uno space in cui riuscirò a raccontare solo cose belle,
perchè solo cose belle spero mi accadano d'ora in poi.
Tutti gli interventi sotto questo sono stati trasportati dal blog vecchio,
che comunque rimarrà aperto, ma che non userò,
e, cliccando sul loro titolo, (non sulla data) potrete comunque vedere i commenti
che vennero fatti all'intervento quando fu scritto.
Ora vi saluto, di lavoro in questo spazio ce n'è da fare ancora un bel po',
ma soprattutto, tanto per gradire ora devo andare a studiare,
un saluto.

Smile
Ale :)

30 AGOSTO 2008

Chiesi a mio nonno se fosse un sogno, mio nonno disse si.

<E Sognai talmente forte, che mi uscì il sangue dal naso, il lampo in un orecchio, nell'altro il paradiso>



Non è neve che il vento ci sputa addosso, solo sabbia del sentiero battuto,
il bianco sulle tue ciglia è solo ghiaccio nato dall'alba,
il nero sulle mie è solo carbone di un fuoco spento.
Abbiamo cucito anime e sudore sulla strada contornata di sassi,
e raccolto nelle pozzanghere diamanti fioriti.
Abbiamo vissuto tutte le nostre corazze, e mangiato poi,
affamati di sincerità, la polpa aspra dell'amicizia.
Diviso infine birra e pane celebrando la santa messa della comunità.
Ho guardato cadere le stelle senza nessuno vicino,
e senza cercare ho trovato accanto il vostro calore.



Grazie.



Route Estiva Slovenia 6-14/08/2008


Ale

13 APRILE 2008

Musli-riegel shoko ohne zuckerzusatz

 
 
 
Ciao Berlino!
 
 
Ciao pioggerellina fitta fitta tedesca. Ciao favolosi gelati di Ratisbona! Ciao dormite in autobus.
Ciao nostra "Piccadilly circus". Ciao passeggiate per la vera Berlino. Ciao inutile puntualità.
Ciao metro. Ciao vendute frequetatrici di Disco-pub. Ciao pranzi a Muffin e Cappuccino.
Ciao Pergamon museum. Ciao foto stupide. Ciao Gomorra di Roberto Saviano. Ciao svuotini.
Ciao taccuino della Moleskine di Ale. Ciao sottobicchieri presi a manciate dal ristorante.
Ciao tedeschi discriminatori di minorenni. Ciao Porta di Brandeburgo vista al gelo.
Ciao phon in comune. Ciao pinzette verdi pisello che danno un incredibile senso di potenza.
Ciao Trippa e Manzotin d'emergenza. Ciao pretzel. Ciao centro sociale che non ho visto T_T.
Ciao Hard Rock e bicchierino che ti ho fregato. Ciao scomodissimi cuscini tedeschi.
Ciao pastasciutta a ore improponibili della notte. Ciao parole crociate senza schema.
Ciao brisda. Ciao carne e kartoffeln di tutti i tipi. Ciao Kurry, ciao Kebab a poco.
Ciao birra. Ciao museo Egizio e stupenda Nefertiti. Ciao barrette energetiche. Ciao Muro.
Ciao kefiyah arancione che non tiene caldo. Ciao acquazzone di Ratisbona. Ciao cd dei The Verve.
Ciao lunghissime e brevi ore in autobus. Ciao (er) mutandino white. Ciao voce.
Ciao lady Bufi che fa i capelli a tutti. Ciao svariate zuppette. Ciao pane che non basta mai.
Ciao alba che non ho visto [mi sono addormentata alle 6]. Ciao bella musica.
Ciao soldi spesi in messaggi intertedeschi per capire dove eravamo tra tutti. Ciao tubo-poster.
Ciao avere un cappello mentre piove tantissimo. Ciao Yippiiaieu (dottor Jones degli aqua)!!!!
Ciao balli con gli indici verso l'alto. Ciao promesse di notti lesbo. Ciao leone trans.
Ciao gare di balle tra Fede, Pidgy (macomecavolodiscrive?) Jago e Dario. Ciao 3A e 2E.
Ciao soldi agli sgoccioli. Ciao Banca Ambra. Ciao Fight Club. Ciao "io ho la patente".
Ciao hardcore. Ciao Bayles del Villar che lui non ha nemmeno visto. Ciao Basta! no!
Ciao "gnap gnap gnap". Ciao piani di chiarificazione o altrimenti detti "Ale bisogna far capire
a quel coglione che con X non ha speranze" Ciao, ciao, ciao.
Ciao gita ;)
 
 
Ale


30 MARZO 2008

waiting for...

 
 
 
Voglio solo e soltanto essere felice e ridere per le battute stupide tra le lenzuola.
Come dire, sono fortunata allora, perchè sono già felice.
...che buon profumo che sento sulle mani.
Ho i piedi freddi. :)
 
Ale

06 NOVEMBRE 2007

Pure Art

 
 
 
 
E' Arte toccare chi Ami e sentire il calore della pelle,
è Arte due corpi uniti che fremono.
E' Arte un fiammifero acceso che brucia,
è Arte il suo odore di zolfo.
E' Arte a volte anche un amore non corrisposto,
è Arte però due bocche che si incontrano e sanno che dall'altra parte c'è
una lingua che parla d'amore con loro.
E' Arte un cerotto sul gomito,
sintomo di una vita non immobile.
E' arte il ragazzo che balla da solo nella sua stanza,
ma non davanti ai suoi amici.
E' Arte la non vergogna.
E' Arte una colonna di un tema piena di emozione.
E' Arte chi butta la sigaretta e non
La riaccenderà.
E' Arte la speranza e l'amicizia, e la confusione,
e il credere nel domani ma senza sapere che succede oggi.
E' Arte guardare gli occhi che brillano di due innamorati.
E' Arte leggere di un'anima che si apre.
E' Arte la confusione, e la passione e il caos.
E' Arte sublimata il colore di un'alba e un tramonto,
e lo stesso colore addosso alla pella nuda
di un sogno.
 
 
Siamo Arte.
 
 
 Ale, si questo è mio.

5 NOVEMBRE 2007

From Eden to?

 
 
Quando ero ancora piccolo il mondo era mio.
Ora che ho 15 anni...
comincio a capire che "io" sono solo un pezzo di mondo.
Così insignificante e...
...senza potere.
Ma se morissi...
il mondo perderebbe questo "pezzo".
 
 
Da Eden, di Hiroki Endo
 
 
Un'altra serata in cui ho la spinta di scrivere, succede di rado, ma se capita va assecondata.
E' da un po' di tempo che non scrivo qualcosa di sensato, o almeno due o tre frasi
<soggetto-verbo-complemento> tutte di seguito.
Così stasera provo a rimediare, facendo ammenda verso me stessa,
e verso tutte quei commenti che spesso elimino dal mio piccolo spazio virtuale
che prendono in giro i miei momenti creativi.
Sento freddo anche stasera, chissà perchè?
Un po' di freddo dentro e un po' fuori, ho la mano destra gelida...
...ma la sinistra appoggiata sulla tastiera brucia, chissà che io non riesca a sciogliere questi tasti neri?
 
batto e batto e picchio forte sui tasti, tanti martelli che salgono e scendono
come quelli di un pianoforte,
con lo spazio che intercala con il suo suono metallico e più duro e più aspro.
Inizio a pensare che il mio scrivere sia una questione di suoni.
Adoro la tastiera e quello che fa, meno invece mi piace la penna e il suo lento e silenzioso,
e malinconico,
e mesto,
e sporco andare.
Stasera scrivo perchè sono egoista e un po' egocentrica, scrivo anche perchè sono orgogliosa,
perchè viene portata alla luce una grande verità, scrivo per me.
Certo, come tutti, ho bisogno di attenzioni, di credito e di sprazzi di umanità negli altri,
in breve ho bisogno di scrivere, e che gli altri leggano e siano colpiti
e pensino che ho davvero quacosa da dire, anche se in fondo è un giro di parole
vuoto,
e contorto
imperniato su figure retoriche oscure anche a me.
Ma io scrivo perchè mi piace comunicare e perchè a volte non riesco a riflettere nel mio modo di vivere
come io sia veramente, e così al riparo dagli occhi lo racconto con tanti codici e byte.
Certo, scrivo per parlare, per avere un confronto, per crescere e perchè a 16 anni
troppe volte mi sento troppo vecchia o troppo bambina.
e perchè spesso mi accorgo di errori che ho fatto, troppo tempo dopo,
e molto di rado riesco a perdonarmi.
Quindi scrivo per imparare e per perdonare.
A cominciare da me, visto che forse non è sempre colpa mia e se in questo momento
ci sono cose che si sciolgono come neve al sole e altri aghi che tornano da prima a pungermi la pelle.
Certo, è colpa mia se sono molto indecisa e se sono in dubbio su cose che mi dovrebbero essere
cristalline.
Ma la vita è anche questo, nebbia sopra la strada, la mattina in motorino,
quando fa freddo e i cristalli della notte sono sulle tue ciglia.
 
 
"Quando fai una cosa crudele, chi ti perdona? ..come paghi il tuo debito?"
"Quasi sempre mi perdona tua madre...e pago facendo crescere voi.
Ma ci sono tante cose che...nessuno mi può perdonare"
"Quali cose?"
"..."
Papà non mi rispose.
 
 
da Eden, di Hiroki Endo
 
 
 
_Ale_

01 OTTOBRE 2007

2 Anni di Blog



Io sono solo un limone che oltre a una smorfia può offrire ben poco.
Un giorno sarò una mela.
Un giorno imparerò a essere dolce.
 
Zoe Trope "Don't kill the freshman"

13 MARZO 2007/02 GIUGNO 2007

Profumo


Raccontani un profumo -un bambino sorride al vecchio che scava tra i suoi ricordi-
-un naso nuota in anni di pensieri e di ricordi immagazzinati come odori-
 
"Dormi abbracciata a una maglietta vecchia, che per te è nuova, un odore mai sentito
è il tuo quotidiano, lo senti quando apri gli occhi la mattina, nella mano ancora calda dopo
aver lasciato quella così familiare, lo senti nei tuoi sogni.
Senti il calore che sale dalle spalle e ti riempie gli occhi.
Senti il sapore di un odore sulla punta della lingua, piangi e respiri forte,
catturi con il naso ogni particella e la conservi.
Appoggia la guancia nell'incavo della spalla, respira ancora.
Senti il cuore battere, respira.
Perditi in quel profumo che commuove, respira.
respira respira respira e addormentati satura del profumo che ami,
aspetta solo di sognare e poi saranno ore di agonia al miele.
Svegliati e abbraccia il mondo, di nuovo la maglietta ti abbraccia a sua volta,
respira, Ama."
 
 
Ale

17 FEBBRAIO 2007

Valore
di Erri De Luca


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore..

Molti di questi valori non ho conosciuto.

 

18 GENNAIO 2007

[chiuso]

 
 
 
[Tutto quello che ora scrivo sul blog l'ho pensato oggi, mentre camminavo attraverso Pisa per andare all' autobus, e per non dimenticarmi niente l'ho riscritto su un foglio, ora quello che ho pensato arriva pure qui.]
 
Poco tempo fa ho letto un libro in cui la protagonista parlava di "favole del buon risveglio". Se tutti si svegliassero con una bella favola in mente, nessuno metterebbe mai giù il piede sbagliato quando scende dal letto. Così oggi, pranzando da sola ho provato a scrivere, o almeno a pensare a quale sarebbe la MIA "favola del buon risveglio", mi sono accorta di non riuscirci, nessuna idea. Cos'è quindi una favola del buon risveglio? Una storia in cui tutto finisce bene, in cui tutti sono felici? In cui il finale della tua vita è bello e allegro e ti sembra che ci sia qualcun altro invece che te a vivere quella favola? Io non so scrivere una cosa così. Sono brava a scrivere quello che gli altri vogliono sentire, la mia visione del mondo nei miei temi non è mai lontana da quella della persona che mi deve giudicare. La mia professoressa è rossa, io scrivo rosso, la mia prof vuole il bianco, io le do il bianco, vuole un compito da frustrati che si consolano tra loro? Bene, io posso darglielo. L'unica cosa che ho mai scritto che avesse qualcosa di mio è stato uno stupido tema su una frase di un poeta francese, (forse c'è anche qualche frase presa dal tema tra gli interventi di gennaio o febbraio dell'anno scorso) pieno di un'infinità di luoghi comuni che avrebbero fatto felici milioni di ragazzine innamorate dell'idea dell'amore assoluto, puro, eterno e senza risvolti brutti. Avrei fatto felici anche professoresse troppo vecchie e rovinate dall'astio per ricordarsi cosa siano l'amore e il sesso a 16 anni. Anche in quel tema, tanto discusso per un 10 forse immeritato perchè troppo personale, bhè, in quel tema non c'era nulla di mio, nessuna sillaba che mi avesse fatto pensare "questo l'ho scritto per me" no, questo l'ho scritto perchè piaccia e perchè le persone dicano "Si". Forse anche per questo non riesco a finire i disegni che inizio, avrò milioni di fogli che invadono cartelline su cartelline in camera mia, pieni di visi a metà e paesaggi senza colore, sono disegni fatti per me. Sempre nello stesso libro la protagonista diceva anche che lei era nata senza paracadute, per questo non rischiava mai; io sono nata senza il senso del "poi" io rischio troppo. Una donna che conosco, da poco mamma, mi ha raccontato che quando lei alla mia età ancora si ricordava che vuol dire avere sciarpe colorate in mezzo a tutte le giacche scure, se aveva dentro del rancore o rabbia o solo smarrimento andava alla stazione e gridava contro ai treni in partenza. Io qualche giorno fa ci ho provato, il mio treno non si è mosso, è partito mollandomi qua un sacco di rumore, tutto il mio rancore e i richiami del capostazione. C'è stato un tempo in cui non me ne fregava proprio nulla di come mi presentavo al mondo, C'è stato un tempo in cui mi piaceva tantissimo andare in giro con tante persone, C'è stato un tempo in cui sapevo distinguere l'amore in mezzo alla mia vita, C'è stato un tempo in cui mi piacevano i miei capelli lunghi, così strani, che nessuno capiva. C'è stato un tempo in cui non me ne fregava nulla di sapere cosa fosse un'anafora. C'è stato un tempo in cui pensavo che bastasse poco per fare la pace con se stessi. C'è stato un tempo in cui ho creduto di sapere che da grande avrei scritto e detto grandi cose. C'è stato un tempo, un anno fa in cui non avrei mai scritto queste cose. C'è stato un tempo, un anno fa in cui avrei pensato che ero stupida a vedere il mondo con tutte queste sfumature. Ora sono in un punto di mezzo della storia, non ho grandi guerre da combattere e mi sento vecchia e stanca, almeno oggi. Non c'è niente qui, in quello che ho scritto che richiede commenti come "io ci sono sempre". Non c'è niente in quello che ho scritto che è nuovo per chi mi conosce davvero. C'è, in quello che ho scritto, l'inizio per un buon romanzo disperato, che parla di giovani disperati, che non sanno dove andare ne cosa fare della loro vita. Se pensate questo non avete capito un cazzo. Ho 16 anni, due binari infiniti che mi scorrono davanti, e ho già capito che l'importante è vivere per essere felici, non per fare felici gli altri. Malgrado tutto so dove voglio portare la mia vita, ancora all'inizio e senza esperienza: lontano da questi pensieri che tirano giù. Conosco persone che si rotolerebbero e godrebbero in questo abisso di tristezza e irrealizzazione, sguazzerebbero contenti nello "star male" e vorrebbero essere capiti a apprezzati perchè si comportano da bravi adolescenti. Io personalmente, anche ora mentre ricopio queste cose mi faccio abbastanza schifo. Forse questa è la prima cosa che scrivo in cui dico come sono io, in cui io mi arrabbio o mi faccio una conversazione tète a tetè con me stessa, Tania se era arrabbiata o abbandonata urlava, io scrivo e pigio sui tasti, come se ogni botta lasciasse sulla tastiera tutti i miei pensieri e quello che non mi piace di me.
 
 
-Ale-

25 NOVEMBRE 2006

La mia parte intollerante

 

 

 

 

Mezz'ora per scrivere:

voglio fare qualcosa che sarà così bello che verrà diffuso ovunque,

vorrei vedere le fotocopie di quello che ho scritto appese sui muri,

in metropolitana, sulle porte di casa. Parti scritte sui diari come se fossi il profetico

Jim Morrison. Mi piacerebbe anche vedere quello che è mio firmato

con il nome di un altro, salutarlo, sorridere e chiedergli di comporre qualcosa di nuovo per me.

Vorrei poter lasciare un segno così profondo, che ancora tra tanti anni i writers

scriveranno il mio inno sui muri.

Vorrei essere la fonte ispiratrice di una generazione di artisti, di liberali

che non dicano o scrivano mai "io sono un ribelle"

ma che lo vivano ogni giorno.

Vorrei dare vita a dei figli che mai diranno di essere unici, lo saranno.

Non vorrò essere ricordata per una data o un numero,

vorrei che ogni persona sapesse almeno una parola di quello che penso.

Mi piacerebbe non conoscere il rancore e la delusione.

Mi piacerebbe poter scrivere a lettere enormi ovunque e

che il mio pensiero sia letto in tutto il mondo.

Leggo tantissimo, e mi piacerebbe che fosse così per tutti,

vorrei che le persone potessero urlare al mondo cosa c'è

e non che diventino passive in una vita alternativa dietro a un computer,

o dietro a qualunque malinconica alternativa,

vorrei che fossero sempre oneste con se stesse, e con gli altri!

Mi piacerebbe non dover leggere "E' finita" o "Vivo le notti piangendo" 

scritto da qualcuno che del mondo ha visto così poco.

Oh, vorrei molto sapere il perchè delle cose, delle sparizioni,

dei vuoti e della perdita, e vorrei che chi amo fosse coraggioso.

Vorrei poter apprezzare ogni sforzo del mondo per poter sopravvivere,

anzi per poter vivere.

Vorrei lasciare dei messaggi importanti;

e vorrei che venissero capiti così come sono.

Vorrei aspettare un anno ferma e poi vedere cos'è cambiato.

La quantità di desideri che potrei mettere su questa pagina non finisce,

e ancora potrei scrivere milioni di parole.

Detesto i poeti improvvisati, e molte persone che credono

che per comunicare basti buttare giù un verso dopo l’altro;

l’amore è la mia vita…

e poi puntini.

Il panico dello scrittore, il momento in cui credi che per essere profondo

Bastino milioni di puntini.

Tutti uniti formano una linea retta.

Vorrei che tutti seguissero una strada e non sbandassero qua e là

ancora aspettando la soluzione dei propri problemi.

Sarebbe un ottimo inizio.

 

  Alessandra

 

 

 

 

 

A proposito, magari non si è capito, Ma questo l'ho scritto io.

31 OTTOBRE 2006

Ho creato un mondo.

 
 
 
 
 
Ho creato un mondo fatto da cingomme masticate e Cd dei Modena City Ramblers abbandonati sul tavolo.
Un mondo fatto di gel per capelli e libri dell'Odissea pieni di appunti.
Sulla mia scrivania c'è un universo fatto di smalti per unghie, dadi colorati e gomme pane.
libri di letteratura e rat-man aperti, ho un uncinetto che usavo per i rasta sotto la tastiera
e una boccetta di hennè per tatuaggi vicino alla stampante.
Ho una matassina di fili e degli aghi per cucire, delle carte da gioco e svariate spille da balia.
Forcine per capelli e filtri di sigarette, uno Chaperon originale proveniente dalla Borgogna 
e una rappresentazione di una molecola d'acqua rubata a chimica.
Libri di Stefano Benni accatastati e fogli con tante idee per misteriose poesie,
disegni a carboncino e schizzi a china, una matita per occhi, mascara e una sciarpa.
In un angolo è abbandonata una fascia elastica per il ginocchio e una chiave.
Un bicchiere trasparente pieno di accendini colorati e dei Ray - Ban a specchio.
Sono accanto al mouse un pettine e una scultura fatta con la cera di una candela in un momento di noia.
Dei post-it a forma di freccia e un lapis a mine, un reggiseno a un vecchio orologio,
ci sono dei bulloni e una bomboletta arancione accanto a un pennarello indelebile.
Una vecchia cartina con ancora qualche filo d'erba sopra e un appuntalapis si guardano davanti allo specchio,
una bottiglietta d'inchiostro stà vicino ad un paio di forbici e uno scubidù,
la mia vita è mescolata alla rinfusa sulla scrivania,
un laccio delle converse è arrotolato vicino a George Orwell.
 
Questa sono io, sono un laccio accanto a George Orwell.
Ale

06 OTTOBRE 2006

Manie e contromanie

 
 
 
 
Questo post ha origine da una discussione di ieri sera sulle manie,
in positivo o negativo che ha una persona..
ora, queste sono alcune tra le mie, anche se ne ho molte queste mi sembrano le più pubblicabili...
aggiungetene qualcuna delle più strane tra le vostre
e vediamo che viene fuori, giusto pè fare qualcosa...
[eh si, lo sfondo culturale dei miei post è sempre molto alto] 
 
NEGATIVO:
 
  1. Qualunque tipo di odore appena sveglia mi da la nausea, anche se è un profumo.
  2. Non sopporto l'odore dell'acqua stantia.
  3. le pagine di un libro strappate o rovinate con scritte a penna.
  4. Disprezzo gli appuntalapis senza contenitore per i trucioli, piuttosto non appunto.
  5. La rotellina dell'accendino inceppata. che muoia.
  6. Non mi piace che venga toccata la mia cicatrice.
  7. Repello un particolare tipo di insalata, tutta rossa e riccia...blaaa!
  8. Mi da fastidio lo smalto dato male sulle unghie.
  9. Le mani particolarmente rovinate mi ribrezzano un po'.
  10. Qualcosa che veramente mi mette a disagio è il blu, lo vedo sempre troppo forte.
  11. Mi snervano un po' gli errori grammaticali [grammaticali, non di battitura es: senSa---->senZa]

 

in POSITIVO:

  1. Mi piace mangiarmi le unghie quando sono lunghe.
  2. Scrivere la prima parola su un quaderno nuovo. Bella sensazione!
  3. Incollare le cose con l'Attak è una mania vera e propria.
  4. Girare la rotellina della fotocamera nei cellulari LG.
  5. Leggere le ultime tre righe di un romanzo [attenzione, romanzo!] prima di iniziarlo.
  6. La scena in cui Silvio dice: "Si, me sa di si!" e in cui Claudia si toglie gli anfibi dal film "come te nessuno mai", il film non mi è sembrato un granchè, ma quelle scene mi fanno troppa tenerezza :-)
  7. L'odore della mia spalla dopo la doccia.
  8. Far rotolare una moneta sulle nocche. [Sono quasi brava]
  9. Mi piace molto sentire l'odore di un libro nuovo.
  10. Bruciare il legno. [la mia scrivania è piena di conche sul bordo..]
  11. Dire parole onomatopeiche [Fhù, Pu, pat pat, ffssssh...etc.etc.]

 

Ale

20 AGOSTO 2006

Lettera a Dio.

 
"Caro Dio,
Ti scrivo come quando scrivi a te stesso quando non sai cosa fare,
come scrivi quando sei triste e come quando sei felice,
così felice che non lo puoi dire a nessuno perchè se no va tutto via.
Ti scrivo come quando la gente ti racconta quanto è pessima
inginocchiata su una scomoda panca di legno,
pensando che se ti diranno tutto cambierà qualcosa,
ma magari se cambia qualcosa è solo perchè prendono la loro vita per i coglioni.
Devi essere un bravo interlocutore Dio, a sentire tutto quello che il mondo dice.
Così ci provo anch'io.
Mi piace l'idea di parlare con qualcuno che ascolta, ascolta e basta, non ti fa domande,
non ti dice sei una persona "in" o "out"
non ti dice come secondo lei dovrebbe essere
e non ti dice il perchè o il percome.
Sai Dio, a volte uno non ha proprio un cazzo di voglia di sentirsi dire "si" o "no"
ma ha solo voglia di parlare, come me, ora.
Mi piaci Dio, ti ho sempre ignorato e devo dire senza pentirmene troppo.
Non sono battezzata e non voglio farlo.
Ma se mi ascolti anche così, bhè sei veramente un fico, Dio.
Scrivo senza capo ne coda molto soddisfatta perchè
chi leggerà penserà che sono una che non sa che dice,
ma io intanto ho aperto il mio canale telematico privilegiato con te.
E per ora sto a posto così. Buonanotte Dio"
 
 
Alessandra

04 MAGGIO 2006

Ricordate di usare calfort.

 
 
Ci vestiamo, ci sporchiamo e poi tutto in lavatrice. Abiti per ogni occasione, che si sporcano in modo diverso, per i quali servono lavaggi specifici.
I nostri abiti da lavoro, comodi e resistenti, sono quelli che probabilmente sfruttiamo di piu' ma che non possiamo lavare ogni giorno. Per quanto possano sembrare rinnovati dopo il lavaggio settimanale, sappiamo che nella profondita' delle fibre qualcosa rimane, ed alla lunga non potremo piu' nascondere lo sporco accumulato.Li laveremo a 40, 50, 60 gradi, useremo candeggine e sgrassatori, li consumeremo con l' uso e con gli stessi lavaggi, ed infine saremo costretti a gettarli, o farli a brandelli di stoffa per la polvere.
Ci sono poi i vestiti che usiamo per i momenti lieti, per la quale avremo una gran cura, e per la quale non dimenticheremo di aggiungere dell' ammorbidente profumato. Vogliamo dare una bella impressione a chi non ci conosce, ed un tessuto che accarezza gentile la pelle ti fa sentire piu' a tuo agio.
Cosa dire, invece, degli abiti che ormai passati di moda, lasciamo a marcire nell' armadio ma che per qualche strano motivo non riusciamo a buttare via? Pensiamo sempre che potrebbero tornare utili, che ci siamo affezionati, che e' un peccato buttarli, diamo loro una rapida lavata per togliere il tanfo stantio dell' armadio per poi ridarli subito in pasto alle tarme. Noi continueremo a lavarli con leggerezza, mentre la nostra lavatrice li mastichera' svogliatamente.
Ci sono infine gli abiti che usiamo in casa, comodi, resistenti e familiari. Li trattiamo come vogliamo, possiamo lavarli a qualunque tempratura, profumarli o meno, non ha importanza, saranno sempre le vesti in cui ci sentiremo al sicuro, saranno il nostro grembo materno di stoffa. Non hanno griffe, l' etichetta persa ormai da tempo, scoloriti al massimo e magari di qualche taglia piu' grande. Tutte cose che non hanno la minima importanza quando dobbiamo vivere la nostra intimita'. Magari c'e' l' alone di qualche vecchia macchia, ma in fondo a chi interessa? Non dobbiamo mostrarci a nessuno in questo stato, al massimo ci vedra' chi ci ama, ma in quel caso nessun problema, nessuna vergogna.
La lavatrice conosce tutto il nostro guardaroba, e si adatta ad ogni occasione. Gira, gira e rigira, sciacqua e risciacqua, centrifuga e scarica. Mette tutto nella sua grande bocca, chiude il portello e poi come per magia ci restituisce i capi puliti.
Sembra che lo sporco sparisca in una bolla di sapone, ma in realta' arriva tutto nel filtro della quale spesso ci dimentichiamo. Periodicamente lo smonteremo, gli daremo una pulita e lo rimetteremo al suo posto, ma  piccole schegge del nostro vecchio sudiciume resteranno per sempre incastrate.
Arrivera' infine l'ultima lavata, la lavatrice aprira' il portello mostrando un sorriso stanco,e simile ad una lacrima scendera' un rivolo d'acqua che segnera' il meritato riposo.

03 APRILE 2006

Imparerai


"Dopo un po’ imparerai la sottile differenza fra tenere una mano ed incatenare un'anima.

E imparerai che l'amore non é appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non é sicurezza.

E inizierai ad imparare che i baci non sono contratti ed i doni non sono promesse.

E comincerai ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti;

con la grazia di un adulto, non col dolore di un bambino.

E imparerai a costruire le tue strade oggi perché il terreno del domani é troppo incerto per fare piani.

Dopo un po’ imparerai che il sole scotta se ne prendi troppo.

Perciò pianterai il tuo giardino e decorerai la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti fiori.

E imparerai che puoi davvero sopportare che sei davvero forte e che vali davvero."


 

 


Poche parole dedicate a tante persone che sono cresciute e che crescono con me,

persone che a modo loro sanno essere forti alle intemperie della vita e delicate al soffio della felicità,

persone reali, che adesso sono sedute alla loro scrivania.

Persone che come me si attaccano a tutti i momenti belli che hanno vissuto,

persone che volontariamente o no hanno cambiato il mondo intorno a loro.

Dedicato agli amici, più o meno lontani e sentiti, agli "amori mancati"  e a quelli che tutt'ora si inseguono,

a chi ha un sogno e a chi l'ha perduto, fosse solo guardare il tanto famoso"stesso cielo".


12 FEBBRAIO 2006

"Il colore del Grano"

tratto da "Il piccolo principe" scritto da Antoine de Saint-Exupéry


"...in quel momento apparve la volpe: "Buon giorno". "Buon giorno" disse gentilmente il piccolo principe voltandosi:
ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "...sotto il melo". "Chi sei?"
chiese il piccolo principe, "Sono una volpe", disse la volpe. 

"Vieni a giocare con me?", le propose il piccolo principe "sono così triste...".
"Non posso giocare con te",
disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah, scusa!", fece il piccolo principe.
"Checosa vuol dire addomesticare?" 

"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami". "Creare di legami?". "Certo", disse la volpe,
"tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini.
E non ho bisogno di te.
E neppure tu hai bisogno di me.
Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.
Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro.
Tu sarai per me unico al mondo,
e io sarò per te unica al mondo. (...)
Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata.
Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra.
Il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi guarda!
Vedi laggiù in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane,
e per me il grano è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla.
E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro.
Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato.
Il grano che è dorato, mi farà pensare a te.
E amerò il rumore del vento nel grano..." 

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore ... addomesticami", disse.
"Volentieri,  che bisogna fare?", domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
"In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò
con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi.
Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino...". 

Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio a essere felice.
Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità! Ma se tu vieni non si sa quando,
io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ci vogliono i riti".
"Che cos'è un rito?", disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
"E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore" (...) 

Così il piccolo principe addomesticò la volpe ...
E quando l'ora della partenza del piccolo principe fu vicina: 

"Ah!", disse la volpe, "... piangerò". 

"La colpa è tua", disse il piccolo principe,
"io non ti volevo far del male,
ma tu hai voluto che ti addomesticassi e che diventassimo amici...". 

"E' vero", disse la volpe. 

"Ma sapevi che avresti pianto!", disse il piccolo principe. 

"Certo", disse la volpe. 

"Ma allora che ci guadagni?" 

"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".

17 GENNAIO 2006

il compito

Non riporto qui tutto il compito, sarebbe troppo lungo
ad ogni modo qualche piccola parte del mio orgoglio lo riscrivo con fedeltà qui..
 
 
 
 
"Perchè è quando si è innamorati che il cuore può accellerare i battiti fino a raddoppiarli,
per ogni pensiero condiviso che brilli negli occhi.."
 
 
 
 
"E' quando si è innamorati che si ha sempre paura di sbagliare,
che parole non dette o sussurrate troppo piano possono diventare motivo di lacrime copiose,di urla soffocate contro il cuscino,
di sussurri contro il soffitto
sognando un coraggio che per ora non c'è.."
 
 
 
 
"Chi ama, ama e non c'è bisogno di perchè, di ragioni, di parole.
Ogni sguardo ha la capacità di parlare più del più grande filosofo del mondo,
e nessuna poesia può descrivere la tempesta che c'è dentro."
 
 
 
 
"Perchè a chi ama non importa del domani, di chi lo vede oggi,
perchè coloro che si amano non ci sono per nessuno."
 
 

 

-Ale-

28 NOVEMBRE 2005

Parte di poesia..

 
 
 

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti che così,

 

in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

 

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,

 

lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto

 

 

 

 

 

 

P.Neruda

12 OTTOBRE 2005

Pablo Neruda
PUEDO ESCRIBIR LOS VERSOS MÁS TRISTES ESTA NOCHE
 
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Escribir, por ejemplo: La noche está estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos.
El viento de la noche gira en el cielo y canta.
Puedo escribir lo versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.
En las noches como ésta la tuve entre mis brazos.
La besé tantas veces bajo el cielo infinito.
Ella me quiso, a veces yo también la quería.
Cómo no haber amado sus grandes ojos fijos
Puedo escribir lo versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido.
Oír la noche inmensa, más inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.
Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche estrá estrellada y ella no está conmigo.
Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.
Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.
La misma noche que hace blanquear los mismos árboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.
Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise.
Mi vos buscaba el viento para tocar su oído.
De otro. Será de otro. Como antes de mi besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.
Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el ovido.
Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.
Aunque éste sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos versos que yo le escribo.
 
 
 
_________________
 
 
 
 
POSSO SCRIVERE I VERSI PIU' TRISTI STANOTTE
 
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
 

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